Cielo del mese: Settembre 2026

La Luna è una compagna fedele. Non va mai via. E’ sempre di guardia, risoluta, ci conosce con il buio e con la luce, e come noi è in continua trasformazione. Ogni giorno è una versione diversa di se stessa. A volte tenue e pallida, altre intensa. La Luna sa cosa significa essere umani. Insicuri. Soli. Butterati dalle imperfezioni.

(Tahereh Mafi)

Bentornati alla nostra rubrica dedicata al cielo del mese!
Siamo entrati nel mese di Settembre, le giornate iniziano ad accorciarsi e l’estate ci saluta cedendo il posto all’imminente autunno.
Ma c’è ancora tempo per passare belle serate ammirando un cielo che, per questo mese, ci offrirà tantissimi eventi

Equinozio d’autunno

Cominciamo parlando dell’equinozio d’autunno, che quest’anno cade il giorno 23 Settembre. In questa data, alle ore 02:05, passeremo dall’estate all’autunno.
Ma cosa accade durante l’equinozio?
In questo giorno la Terra si trova in una particolare posizione lungo la sua orbita: l’asse terrestre, pur rimanendo inclinato di circa 23,5° rispetto al piano dell’orbita, non risulta orientato né verso il Sole né nella direzione opposta. Questo fa sì che i raggi solari colpiscano l’equatore in modo perpendicolare e che entrambi gli emisferi ricevano la stessa quantità di radiazione solare. In condizioni ideali, ciò determinerebbe una perfetta uguaglianza tra la durata del giorno e quella della notte in ogni punto del pianeta: 12 ore di luce e 12 ore di buio.

Tuttavia, questa uguaglianza non è assoluta. Esistono infatti due fattori che introducono una piccola differenza. Il primo è il fenomeno della rifrazione atmosferica: quando il Sole è vicino all’orizzonte, i suoi raggi vengono piegati dall’atmosfera terrestre, permettendoci di vederlo ancora anche quando in realtà si trova già leggermente al di sotto dell’orizzonte geometrico. Il secondo riguarda la definizione convenzionale di alba e tramonto: per tradizione, si considera che il Sole sorga quando il suo bordo superiore tocca l’orizzonte, e non quando il centro del disco solare lo attraversa.

A causa di questi effetti combinati, la durata effettiva del giorno risulta leggermente superiore a quella della notte, anche negli equinozi. La differenza è di alcuni minuti, ma sufficiente a far sì che la tanto citata perfetta uguaglianza tra giorno e notte sia, in realtà, solo un’approssimazione.

Luna e pianeti

Passando al nostro satellite naturale, quest’ultimo inizierà con una fase di Ultimo Quarto il giorno 4. 

Successivamente la Luna andrà nella fase Nuova il giorno 11, per poi passare nella fase di Primo Quarto il giorno 18.  Completerà il suo ciclo nella fase Piena il giorno 26.

Luna ripresa dal nostro socio Giacinto Giudice

Passando ai pianeti abbiamo:

Mercurio: per poter osservare il pianeta dobbiamo attendere il mese di ottobre in quanto è troppo basso sull’orizzonte e celato dalle luci del crepuscolo per poter essere osservato

Venere: Settembre è l’ultimo mese dell’anno per poterlo vedere in condizioni quasi ottimali subito dopo il tramonto del Sole. Giorno per giorno riduce sempre di più la sua distanza angolare dal Sole. Si segnala una suggestiva congiunzione con il Sole al tramonto il 14 Settembre

Simulazione della congiunzione tra Luna e Venere la sera del 14 Settembre. Immagine elaborata con il software Stellarium

Marte: il pianeta rosso resta visibile ad Est fino a qualche ora prima dell’alba

Giove: si trova in condizioni simili a quelle di Marte anche se sorge dopo di esso

Saturno: è il pianeta con le migliori condizioni di osservabilità del mese tanto che può essere osservato già nella prima parte della serata

Urano: sorge in tarda serata e lo si può individuare nella costellazione del Toro. Per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio

Nettuno: si trova nella stesse condizioni di Saturno. Per poterlo osservare è necessario l’ausilio di un telescopio

Costellazioni e oggetti di profondo cielo

Settembre rappresenta un affascinante momento di transizione nel cielo notturno, una finestra temporale in cui l’estate cede lentamente il passo all’autunno. Alzando lo sguardo verso lo zenith nelle prime ore della notte il celebre Triangolo Estivo rimane il punto di riferimento primario per orientarsi. Questa figura è composta da tre astri: Vega nella costellazione della Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno. In quest’ultima troviamo Albireo, la testa del Cigno, che ad occhio nudo appare come una debole stella ma al telescopio è una meravigliosa stella doppia, celebre per il contrasto cromatico tra le sue componenti giallo e azzurro; in realtà con strumenti ancora più potenti si è scoperto che la stella gialla è a sua volta un sistema multiplo. La striscia argentea della Via Lattea attraversa interamente questo vertice celeste, offrendo uno spettacolo straordinario negli osservatori di montagna o nelle zone prive di inquinamento luminoso.

Esplorando questa fascia cosmica con un piccolo telescopio o un binocolo si incontrano autentiche meraviglie del profondo cielo. Tra la Lira e il Cigno, nella piccola costellazione della Volpetta, risalta la Nebulosa Manubrio, nota anche come M27 o Dumbbell, una delle nebulose planetarie più estese e luminose della volta celeste, residuo dell’esplosione dei livelli esterni di una stella simile al nostro Sole. Poco distante si colloca M57, la Nebulosa Anello nella Lira, perfetta struttura a ciambella gassosa. Addentrandoci nei meandri del Cigno scorgiamo le delicate strutture della Nebulosa Nord America, catalogata come NGC 7000, e la complessa nebulosità a emissione nota come Crescent o NGC 6888 o ancora la Nebulosa Velo. Tra la Volpetta e l’Aquila si incunea inoltre la minuscola ma distintiva costellazione della Freccia.

Nebulosa Velo nella costellazione del Cigno ripresa dal nostro socio Donato Adinolfi

Volgendo lo sguardo verso oriente, il cielo inizia a mostrare i protagonisti della stagione fredda. Spicca la forma inconfondibile di Cassiopea, le cui cinque stelle principali delineano una W perfettamente identificabile. Subito sotto si sviluppa il mito di Perseo, affiancato dalle costellazioni minori del Triangolo e dell’Ariete. Poco più in alto domina Andromeda, il cui corpo celeste principale è la Galassia di Andromeda, indicata con la sigla M31. Questo colosso a spirale si trova a circa due milioni e mezzo di anni luce da noi ed è l’oggetto cosmico più distante visibile a occhio nudo da un osservatore terrestre. Insieme alla nostra Via Lattea e alla vicina Galassia del Triangolo, nota come M33, costituisce la struttura principale del nostro ammasso di galassie, il Gruppo Locale. Spostandosi leggermente più a est fa la sua comparsa anche Pegaso, il cavallo alato, il cui grande quadrilatero di stelle aiuta a tracciare la rotta verso i confini autunnali.

Abbassando gli occhi verso l’orizzonte meridionale e sud-occidentale, prima che tramontino definitivamente con il prosieguo della stagione, si possono ancora osservare lo Scorpione e il Sagittario. Questa regione punta verso il centro della Via Lattea ed è letteralmente gremita di nubi di polvere, stelle giovani e regioni di formazione stellare. Tra le forme nebulari più emblematiche spiccano la Nebulosa Laguna, registrata come M8, e la vicina Nebulosa Trifida o M20, così chiamata per le tre bande scure di polvere che sembrano dividerne la struttura brillante. Proseguendo verso l’alto incontriamo la Nebulosa Aquila, famosa per i suoi Pilastri della Creazione ripresi dai più grandi telescopi spaziali, e la Nebulosa Omega. In queste stesse coordinate si muove l’Ofiuco, l’ampia costellazione del Serpentario che attraversa l’eclittica. Salendo ancora verso l’alto si incontra la figura di Ercole, all’interno della quale risplende M13, il più grande e denso ammasso globulare dell’emisfero nord, una sfera densissima composta da centinaia di migliaia di stelle antiche.

Puntando infine l’attenzione verso il profondo Nord, il cielo offre i suoi riferimenti circumpolari immobili, ovvero quelle costellazioni che non tramontano mai per chi osserva dalle nostre latitudini. L’Orsa Maggiore risalta con il suo asterismo del Grande Carro, le cui ultime due stelle della tazza servono da guida per individuare la Stella Polare, posizionata all’estremità della coda dell’Orsa Minore per marcare con precisione il Nord geografico. Tra le due Orse si snoda il Drago. Questa regione di cielo settentrionale si apre verso lo spazio extragalattico ed è un punto di osservazione privilegiato per scorgere isole stellari lontane. Con l’ausilio di strumenti idonei si possono rintracciare la coppia cosmica formata dalla Galassia di Bode, M81, e dalla vicina Galassia Sigaro, M82, interessata da un violento fenomeno di formazione stellare. Non lontana si trova anche la maestosa Galassia Girandola, indicata dal catalogo di Messier con la sigla M101, un perfetto esempio di galassia a spirale vista frontalmente che chiude un quadro astronomico di straordinaria ricchezza.

Sciami meteorici

In questo mese sono attivi alcuni sciami meteorici che, pur non essendo intensi come quelli dei mesi scorsi, possono risultare molto spettacolari. Si inizia con le Aurigidi il cui picco è il 1 settembre e nonostante le poche meteore visibili resta molto affascinante data la loro elevata velocità. Come già ad agosto, restiamo nella costellazione di Perseo con le Epsilon Perseidi, che con un tasso di 5-10 meteore l’ora offrirà splendide osservazioni nel periodo dal 5 al 21 settembre, con picco la notte del 9.

A seguire, nella notte tra il 14 e il 15 settembre, raggiungerà il massimo lo sciame delle chi-Cygnidi, con una media di circa 5 meteore l’ora. Infine, segnaliamo lo sciame delle Rho-Pegasidi, anch’esso con un picco di circa 5 meteore l’ora nella notte tra il 19 e il 20 settembre.

Comete

Segnaliamo la presenza di due interessanti comete visibili questo mese. La prima è la 10P/Tempel 2 che sta attraversando la costellazione del Pesce Australe. In questo mese avrà una magnitudine tale da poter essere osservata solo con buoni strumenti (o smart telescope). L’altra cometa è la 169P/NEAT che in questo periodo sta attraversando la costellazione dei Cani da Caccia. Visibile subito dopo il tramonto con una magnitudine tale da poter essere osservata con discreti strumenti. Non dimentichiamoci della cometa 220P McNaught che risulta ben visibile nella costellazione della Balena poche ore prima dell’alba

Immagine della cometa 220P McNaught ripresa dal nostro socio Gianfranco Buonomo

I nostri eventi

In questa ultima parte della rubrica segnaliamo gli eventi a cui il CANA sarà protagonista:

11 Settembre: Gaiano (seguiranno dettagli) 

12 Settembre: Osservazione del cielo in Barca con Festina Lente Sailing. Evento a pagamento con prenotazione (i soci del CANA hanno diritto ad un 10% di sconto – per info e prenotazioni contattare il numero 393382105225)

18 Settembre: Nocera (seguiranno dettagli)

18 Settembre: Ogliara (seguiranno dettagli)

19 Settembre: Notte Internazionale della Luna presso il Parco Ecoarcheologico di Pontecagnano Faiano. Ingresso libero e senza prenotazione. Start ore 19:30

26 Settembre: Castello medievale di Mercato San Severino, ore 20:30, Mercato San Severino (SA). Ingresso con prenotazione (per maggiori info contattare il numero 3518159034)

A cura di Paolo Rota

Aforisma scelto in memoria di Domenico Tancredi

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