Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi. E poiché io ti amo, i pini nel vento vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.
( Pablo Neruda )
Ben ritrovati alla nostra rubrica astronomica dedicata al cielo del mese.
Lasciato alle spalle il mese di settembre e il passaggio di stagione dall’estate all’autunno, ci addentriamo in ottobre, un mese che, proprio come il precedente, sarà ricco di interessanti eventi astronomici. Con il trascorrere dei giorni, le giornate si accorciano sempre più, regalando notti più lunghe e ideali per osservare il cielo. Non dimentichiamoci infatti che la notte tra il 24 e il 25 Ottobre ci sarà il passaggio all’ora solare, che ci farà spostare indietro di un’ora le lancette dell’orologio.
Le temperature restano ancora miti, permettendo qualche piacevole uscita serale per ammirare gli astri.
E le sorprese non mancheranno!
LUNA E PIANETI
Passiamo al nostro satellite naturale, la Luna, che all’inizio del mese si troverà in fase calante, passando alla fase di Ultimo Quarto il giorno 3 e diventando Nuova il giorno 10. A seguire passerà nella fase di Primo Quarto il giorno 18 diventando Piena il giorno 26 Ottobre. Si segnala una suggestiva congiunzione con Antares la sera del 14 Ottobre.

Per i pianeti invece abbiamo la seguente situazione
Mercurio: in questo mese lo troviamo basso sull’orizzonte e in condizioni di osservabilità al limite
Venere: il pianeta si sta avvicinando al Sole rendendolo inosservabile durante in questo periodo. Solo verso la fine del mese si riuscirà a scorgere ad est poco prima dell’alba.
Marte: il pianeta rosso resta sempre visibile ad est nella seconda parte della notte
Giove: il gigante gassoso sta anticipando notte dopo notte la sua levata rendendosi visibile nella seconda parte della notte
Saturno: resta il miglior pianeta osservabile. E’ possibile individuarlo ad est già dopo il tramonto. Il giorno 4 si trova all’opposizione al Sole, raggiungendo la minima distanza dalla Terra. Si segnala una congiunzione con la Luna la sera del 24 Ottobre.

Urano: si può osservare per tutta la notte. Essendo la sua luminosità al limite dell’occhio umano si consiglia uno strumento per poterlo ammirare
Nettuno: si trova in condizioni simili a quelle di Saturno, con cui ha condiviso lo stesso mese per raggiungere l’opposizione. Anche in questo caso è necessario l’uso di uno strumento
COSTELLAZIONI E PROFONDO CIELO
Anche se il caldo estivo lascia progressivamente il posto al clima autunnale, le prime ore della sera ci regalano ancora la possibilità di salutare i grandi protagonisti del cielo dei mesi estivi.
Rivolgendo lo sguardo verso ovest, spicca immediatamente Arturo ( Bootis), una gigante arancione che domina la costellazione del Boote (il Bifolco); si tratta della quarta stella più luminosa del cielo notturno. Alla sua destra si estende la vasta costellazione di Ercole, al cui interno è incastonato M13 (l’Ammasso Globulare di Ercole) che raggruppa centinaia di migliaia di stelle antiche, distante circa 22.000 anni luce da noi. Scendendo verso sud-ovest, quasi a sfiorare l’orizzonte, scorgiamo il Sagittario. Questa regione di cielo punta direttamente verso il centro della Via Lattea; proprio per la ricchezza di polveri e gas interstellari presenti in questa direzione, il Sagittario custodisce complessi di formazione stellare spettacolari come la Nebulosa Laguna (M8), la Nebulosa Trifida (M20), la Nebulosa Omega (M17) e la Nebulosa Aquila (M16), nota per ospitare i celebri “Pilastri della Creazione”.
Alzando gli occhi verso lo zenit (il punto esattamente sopra la nostra testa), domina ancora la scena il Triangolo Estivo, un celebre asterismo formato dalle tre stelle più brillanti di tre distinte costellazioni: Vega nella Lira, Deneb nel Cigno e Altair nell’Aquila. Questa porzione di cielo, attraversata dalla scia della Via Lattea, è un vero e proprio paradiso per l’astrofotografia deep-sky. Tra il Cigno e la Lira troviamo infatti, la Nebulosa Velo (NGC 6960/6992): un delicato e intricato resto di supernova oppure la Nebulosa della Lira (M57), una classica nebulosa planetaria, ovvero il guscio di gas espulso da una stella simile al nostro Sole giunta alle fasi finali della sua evoluzione. Come oggetto simile troviamo la Nebulosa Manubrio o Dumbbell (M27), situata nella vicina costellazione della Volpetta, anch’essa splendido esempio di nebulosa planetaria. Altro oggetto molto ambito dagli astrofotografi è la Nebulosa Nord America (NGC 7000), una vasta regione d’emissione la cui forma ricorda in modo sorprendente il continente americano.

Rivolgendoci verso nord, troviamo le costellazioni circumpolari, ovvero quelle che per le nostre latitudini non tramontano mai. L’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore continuano a fare da bussola celeste, con la Stella Polare ( Ursae Minoris) a indicare con precisione il Nord geografico. Tra le due Orse si snoda il lungo “corpo” del Dragone. In questa zona del cielo profondo si trova anche la celebre Galassia Sombrero (M104), situata al confine con la Vergine: una galassia spirale caratterizzata da un bulbo centrale molto pronunciato e da una spessa banda di polveri scure che le conferisce la tipica forma a tesa di cappello.
Spostandoci verso est, la volta celeste inizia ad annunciare la stagione fredda. Spicca la caratteristica sagoma a “W” di Cassiopea. All’interno di questa costellazione risiede il complesso nebuloso IC 63 e IC 59, noto informalmente come le “Fantasmi di Cassiopea”: nebulose a riflessione ed emissione modellate e illuminate dalla radiazione dell’intensa stella Cassiopeiae. Subito sotto si stende Andromeda, che ospita la Galassia di Andromeda (M31), una galassia a spirale gigantesca distante circa 2,5 milioni di anni luce, l’oggetto più lontano visibile a occhio nudo sotto cieli bui. A breve distanza, nella piccola costellazione del Triangolo, è possibile individuare M33 (la Galassia del Triangolo), il terzo membro principale del nostro Gruppo Locale di galassie dopo Andromeda e la Via Lattea.
Infine, in direzione sud-est, fanno la loro comparsa le costellazioni zodiacali dei Pesci e dell’Ariete, prive di stelle particolarmente brillanti ma ricche di fascino mitologico. Con il progredire della notte e la rotazione terrestre, sorgono costellazioni ben più imponenti: il Toro, guidato dall’inconfondibile gigante rossa Aldebaran ( Tauri), è preceduto dal magnifico ammasso aperto delle Pleiadi (M45), un gruppo di giovani stelle azzurre avvolte da delicate nebulosità a riflessione, vero e proprio presagio del cielo invernale.
SCIAMI METEORICI
Ottobre è un mese ricco di sciami meteorici di un certo spessore!
Viene subito in mente quello delle Orionidi, il cui picco è previsto la notte del 21 Ottobre. Si prevedono circa 15-25 meteore l’ora. L’unica pecca è che trovandosi in direzione della costellazione di Orione, che sorge nella seconda parte della notte, dovremmo aspettare un po’ per ammirarla. Ad inizio mese ci sono le Camelopardalidi di Ottobre con picco la notte del 5 Ottobre. A seguire possiamo ammirare le Draconidi il cui picco è tra la notte dell’8 e 9 Ottobre. Le condizioni osservative saranno favorevoli data la Luna in fase Nuova.
Abbiamo poi il complesso delle Tauridi formato da due sciami consecutivi dove si hanno tra le 3 le 8 meteore l’ora.
COMETE
Concludiamo la rubrica segnalando la cometa 10P/TEMPEL. La si può trovare molto bassa sull’orizzonte vicino alla stella Formalhaut nella costellazione del pesce australe. Anche se debole di luminosità può sempre essere ripresa con una buona strumentazione.
A cura di Paolo Rota
Aforisma scelto in memoria di Domenico Tancredi

